Articoli di Giovanni Papini

1904


in "I fatti del mondo":
La fine del Boero

Pubblicato su: Il Regno, anno I, fasc. 30, p. 4
Data: 19 giugnoo 1904




pag. 4



   Dopo la sconfitta l'umiliazione. Il vecchio generale Cronje, il vecchio leone di guerra che pugnò fino all'ultimo per la sua casa e per il suo paese, che fece stupire l'Europa coi suoi strattagemmi da guerrigliero volpino e col suo ardire da eroe furioso, oggi, stretto dalla fame, se ne va all'esposizione di Saint Louis per rappresentare dinanzi alle misses americane le ultime imprese della difesa del Transvaal. Il vecchio generale andrà, come un acrobata internazionale, in mezzo a montagne di cartapesta a rifare coi suoi compagni di guerra i vecchi episodi, come un comico che reciti tutti i giorni la stessa parte. Il boero, il glorioso, l'eroico, il famoso boero finisce come un numero da café chantant.
   L'Europa che lo acclamò coi suoi commilitoni, l'Europa democratica e umanitaria che lo esaltò, lo celebrò, lo compianse, l'Europa che tenne il broncio all'Inghilterra e s'indignò contro il perfido Chamberlain, oggi questa cara e pietosa Europa non è buona a dare un soldo al Boero e permette che se ne vada, saltimbanco doloroso, a farsi sfruttare da qualche Barnum Yankee.
   Niente come questo fatto c'illumina sulla falsità essenziale della vita moderna, sull'abisso enorme che c'è fra le parole dei giornali e i fatti della vita. Quelli stessi americani che fanno le società per la pace e predicano contro l'imperialismo, si servono della guerra russo-giapponese come pretesto per delle gite di piacere e andranno ad ammirare l'ultimo Boero finito in un baraccone.
   Così finisce la leggenda boera e finisce nello stesso tempo la leggenda della generosità europea e americana.


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